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La Guida dell’Espresso 2015: cresce la Sicilia del buon gusto

Ciccio Sultano

La Sicilia cresce e aumenta il suo valore a tavola. Ragusa Ibla e Licata si confermano come le regine dell’alta cucina, ma si aggiunge anche una nuova isola del gusto sempre nella Val di Noto, nella baroccheggiante Modica. La ‘Guida I Ristoranti d’Italia de L’Espresso 2015’ alla sua trentasettesima edizione riconferma il primato dei “tre cappelli” dell’eccellenza e un punteggio di 18,5 ventesimi su 20 al Duomo di Ragusa Ibla del pluripremiato Ciccio Sultano e alla raffinata cucina de La Madia, firmata dallo chef Pino Cuttaia. Ma la mappa della buona tavola in giro per l’Isola celebra anche il ritorno ai fornelli di Accursio Capraro: dopo una breve assenza dalle scene, l’ex cuoco di ristoranti modicani come La Gazza Ladra e La Locanda del Colonnello, ha aperto a giugno scorso il ristorante “Accursio” sul corso principale di Modica Bassa e conquista fin da subito 15 punti e un cappello.
“La cucina siciliana è in buona salute – dice Enzo Vizzari, direttore e curatore della Guida a Repubblica- a guidare la classifica sono i ristoratori dei piccoli centri, dove si è creato anche un turismo enogastronomico. A Sud Est sono concentrati i migliori ma sull’onda dei maestri, si sta formando una nuova generazione di talenti»”
Sempre a Ragusa, la Locanda Don Serafino (17 su 20), con le ricette dello chef Vincenzo Candiano, a Ragusa Ibla, il Principe Cerami del San Domenico Palace di Taormina(17 su 20), affidato all’esperienza di Massimo Mantarro e sempre a Modica La Gazza Ladra con 16,5 punti, che premiano la cucina del toscano David Tamburini. Nel palermitano, sale a 16 punti il bagherese Tony Lo Coco, titolare del ristorante I Pupi di Bagheria. A Palermo, nel cuore del centro, in piazza Croce dei Vespri conferma le posizioni dell’anno scorso con 15,5 punti e un cappello, L’Osteria dei Vespri di Alberto Rizzo.

Un cappello e 15 punti anche all’Antica Filanda di Rocca Capri Leone, alla Locanda Gulfi di Chiaramonte Gulfi, al Bye Bye Blues di Mondello, al Capitolo Primo del Relais Briuccia a Montallegro, al ristorante Al Fogher a Piazza Armerina e nelle Eolie ai ristoranti dell’ Hotel Signum a Salina e Il Cappero del Therasia Resort a Lipari. Tra le new entry, nel centro storico di Trapani il Serisso 47 (con 14 su 15).

Foto Ragusah24.it: lo Chef Ciccio Sultano con la Guida dell’Espresso 2015.

A Chiaramonte Gulfi, un resort immerso nella campagna ragusana tra lo stile e l’ospitalità

Torniamo a scrivere per la rubrica ‘Comodi Comodi’, oggi vi portiamo a Chiaramonte Gulfi, piccolo borgo nel territorio ibleo, per farvi conoscere la Locanda Gulfi della famiglia Catania.

Siamo a pochi chilometri da Ragusa, il luogo ideale per piacevolissimi percorsi enogastronomici, in una zona vocata al vino e alla gastronomia, su un piccolo promontorio che sovrasta la vallata dove si sviluppa il paese di Chiaramonte, un angolo immerso nella natura dove il sole caldo della Sicilia incontra la campagna incontaminata.

Un resort, tra le vigne e gli ulivi secolari, un luogo dove riscoprire la Sicilia orientale, passeggiando tra i vicoli di Noto e Ragusa, e le strade polverose della Provinciale SP10, facendosi rapire dalla bellezza di un luogo incantevole.

Quando siamo arrivati dopo un lungo girovagare siamo rimasti colpiti dal fascino del luogo: immerso nel silenzio della campagna e nei colori accesi di un tramonto pennellato di rosso e di viola. La locanda è un bel casolare, a cui si accede dopo una salita che si snoda dalla vecchia provinciale.

All’interno tra eleganti camere, espressione della ospitalità siciliana, c’è un raffinato ristorante che dà sulla cantina di famiglia. Al mattino poi, se vi svegliate di buonora, potrete fare colazione nella terrazza, sorseggiando un caffè caldo e lasciandovi incantare dalla sua vista mozzafiato.

Ma Chiaramonte è, soprattutto, un incantevole paesino che vi consigliamo di visitare, per l’arte, per le sue chiese e per le molteplici vie del gusto che offre, tra macellai, produttori di olio, ristoranti, cantine e aziende agricole.

Piccola nota conclusiva, il ristorante annesso alla struttura è guidato dallo Chef Carmelo Floridia, che ha rivisitato in chiave gourmet i piatti della tradizione iblea, utilizzando una selezione di prodotti Slow food: dai formaggi tipici, ai salumi, alla cipolla bianca di Giarratana, alla mandorla di Avola fino ai pistacchi di Bronte.

Durante la cena abbiamo degustato una pregiata selezione di vini della cantina di famiglia: Reseca, Nerojbleo, Docg Cersauolo di Vittoria, fino all’interessantissimo Neromaccarj. Tutte le viti piantate ad alberello affondano le loro radici a 850 metri sopra il livello del mare, nel territorio di Randazzo, a due passi dall’Etna. Questo metodo di allevamento, ci hanno spiegato essere la sola forma di coltura della vite nella zona, l’unica che permette, in un clima così estremo, di ottenere vini di grande eleganza.

Se avete voglia di farvi coccolare dalle meraviglie di questo angolo della Sicilia, non esitate a concedervi una pausa di relax in questo resort, le vostre più intime aspettative non saranno disattese.

C. da Patria 97012 Chiaramonte Gulfi (Ragusa)

Tel. +39.0932.928081

http://www.gulfi.it

locandagulfi@gulfi.it