Archivi tag: Italia

Quando il cibo fa notizia, quando la notizia parla di cibo. Il festival del giornalismo alimentare

Dal 25 al 27 febbraio 2016, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale di Torino, la prima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare racconterà il mondo della comunicazione alimentare in tutte le sue sfaccettature, approfondendone le tematiche più “attuali”, al centro del dibattito mediatico e dell’opinione pubblica. Continua a leggere Quando il cibo fa notizia, quando la notizia parla di cibo. Il festival del giornalismo alimentare

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Sull’isola di Carloforte in Sardegna torna Girotonno, la manifestazione legata al tonno

Ricette locali e internazionali, una sfida gastronomica tra chef provenienti da tutto il mondo, spettacoli, incontri e live cooking con un unico protagonista, il tonno rosso di qualità che da secoli si pesca nella tonnara di San Pietro, in Sardegna. Dal 30 maggio al 2 giugno torna a Carloforte, nella piccola isola di San Pietro, il “Girotonno – Uomini, storie e sapori sulle rotte del tonno”, una kermesse unica nel suo genere, giunta alla sua tredicesima edizione. Continua a leggere Sull’isola di Carloforte in Sardegna torna Girotonno, la manifestazione legata al tonno

Last Minute Sotto Casa, perché il cibo non si butta

Ogni giorno tonnellate di cibo vengono gettate. Questo spreco costa tantissimo alle nostre tasche e alla salute del pianeta. Da qui nasce l’idea di Last Minute sotto casa. Di cosa si tratta ve lo spieghiamo oggi su Forchetta e Coltello…

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Il mondo del vino in udienza da Papa Francesco il prossimo 21 gennaio

Manca poco più di una settimana ma c’è grande fermento per un evento che segna una data storica nel mondo del vino. A Roma il Papa incontra gli esponenti di spicco del mondo enologico. Continua a leggere Il mondo del vino in udienza da Papa Francesco il prossimo 21 gennaio

La verticale di Pàtrimo: il merlot d’Irpinia di Feudi di San Gregorio

Un vino straordinario “nato per caso” da un vigneto storico scoperto nel cuore dell’Irpinia. Continua a leggere La verticale di Pàtrimo: il merlot d’Irpinia di Feudi di San Gregorio

L’alberello pantesco candidato a Patrimonio Unesco

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto che Continua a leggere L’alberello pantesco candidato a Patrimonio Unesco

Crescenzo Scotti (Il Cappero, Therasia Resort, isola di Vulcano) e il suo agnello alla griglia che non c’è

In un piccolo angolo di paradiso dove terra e mare si incontrano, lo chef del ristorante il Cappero, Crescenzo Scotti, propone ai suoi visitatori un percorso enogastronomico di profumi e sapori della migliore cucina siciliana, interpretata non a caso, in modo innovativo ma con un occhio sempre attento al passato. Continua a leggere Crescenzo Scotti (Il Cappero, Therasia Resort, isola di Vulcano) e il suo agnello alla griglia che non c’è

…con Steve Jenkins (Fairways Market): “Eataly è un insulto agli americani”

“L’Italia è il Paese per eccellenza del gusto, è semplicemente magia e fantasia, il buono e il bello dell’enogastronomia nel mondo. Un po’ come Disneyland negli anni ‘50”, a dirlo non è una voce fuori dal coro ma Steven Jenkins, vice presidente dei Fairway Markets, la catena di supermercati gourmet fondata a New York negli anni’30 e che ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale nell’educazione gastronomica dei newyorkesi.

Come percepisce l’Italia negli Usa?
“Il mercato statunitense è una grande opportunità per tutti e il made in Italy ha le carte in regola per sedersi al tavolo dei grandi”.

Eppure sembra difficile conquistare il mercato statunitense. Cosa dovrebbe fare un imprenditore per valorizzare il proprio prodotto negli Usa?
“Per emergere è necessario individuare i lmercato di riferimento. E per farlo bisogna partire dalla città giusta: NewYork. La grande Mela rappresenta nel mondo gli Stati Uniti del gusto. E’ un passaggio fondamentale perché sbagliare il mercato di riferimento può significare sbagliare l’approccio: puntare su Los Angeles non è lo stesso che puntare su New York. Una volta arrivati a New York è necessario trovare immediatamente il canale diretto: investire il proprio tempo per promuovere il prodotto che si vuol far conoscere, inviare la campionatura senza attendere necessariamente un riscontro immediato, ma coltivando con pazienza e cura quella che sarà la base del lavoro di domani, ma anche questo non basta più. Tra migliaia di prodotti simili devi investire sul marketing. Prendi cinque mila euro: ingaggi uno scrittore che possa scrivere la storia della tua azienda, spieghi perché i tuoi prodotti sono migliori degli altri, lo fai pubblicare e poi cominci da lì la tua avventura, dove tu imprenditore sarai ambasciatore di te stesso. E non è finita…”.

Si spieghi meglio…
“Dopo il primo ordine devi lavorare per ottenere gli ordini successivi e per farlo devi osare: prendi l’aereo arrivi a New Yorke promuovi l’Italia all’estero. E’ l’unico modo per fidelizzare il consumatoree per far capire agli addetti ai lavori che tu sei in prima linea sulla vendita e commercializzazione del prodotto. Quando il prodotto comincerà a riempire gli scaffali dei primi supermercati di New York saranno gli altri fornitori delle altre zone a contattarti per portare il tuo prodotto in Canada, nel Connecticut o in qualunque altra zona degli Stati Uniti. Per fare questo lavoro non bastano i soldi, serve tanta passione e soprattutto tempo da investire. E’ un passaggio fondamentale che non tutti hanno chiaro”.

Quindi individuare il mercato di riferimento, marketing e tempo. Serve altro?
“Credo di sì. Il consumatore si fida dell’autorità. Se Steve Jenkins assaggia un prodotto e questo lo convince: scrive un articolo, butta giù due righe per il blog, scrive una recensione per far conoscere la storia di quell’azienda a tutti. Il newyorchese legge, si informa, si appassiona e trasmette ad amici, parenti e colleghi quello che ha conosciuto, ed è così, che si crea una rete tanto sottile quanto indissolubile.Il produttore italiano se vuole competere in un mercato come quello statunitense deve stare a questo gioco. Solo uno su dieci è tanto stupido da stare attento alla campionatura o magari si attacca al metodo di pagamento”.

E basta solo questo per approdare negli Usa?
“No, è necessario anche individuare il giusto canale di distribuzione. Il governo Italiano ha sempre supportato iprodotti italiani attraverso il canale dell’Horeca. Finalmente, qualcuno ha suggerito che per sviluppare grossi volumi, per dare visibilità ai prodotti è sufficiente posizionarli sugli scaffali dei supermercati”.

A proposito di supermercati, come vede il suo diretto competitor Oscar Farinetti, numero uno di Eataly?
“Eataly è un insulto a tutti gli americani, forse qualcuno pensa che gli americani siano stupidi ma non lo sono affatto. Il concetto di Eataly è fondamentalmente sbagliato. Chiedono ai produttori investimenti eccessivo per posizionare i loro prodotti negli scaffali. Sono contributi promozionali che non sono minimamente giustificati da quello che poi sarà il ritorno economico. Chi frequenta Eataly è gente sicuramente chic: che gira, guarda, osserva incuriosito gli scaffali ma poi non compra. Quindi il produttor eè drenato di finanza ma alla fine non ha nulla in mano”.

A Firenze, per scoprire la Drogheria Alimentare 1880

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Quella che oggi vi faremo conoscere è un’azienda che ha fatto della passione per le spezie il proprio marchio indistinguibile. Ci troviamo a Firenze, in una vecchia bottega, dove tutto è partito più di un secolo fa, qui tra i vicoli della città toscana c’era una strada dedicata al commercio delle spezie: ed è qui in “Via degli Speziali” che ha mosso i primi passi  la Drogheria Alimentare. “Via degli Speziali” esiste ancora, e chi visita Firenze per la prima volta, dovrebbe fare una passeggiata nel vecchio cuore del centro storico.

Ed è proprio in questa via che, nel 1880, iniziò l’attività di “Drogheria e Alimentari”, con l’apertura della “Bottega delle Spezie”.

Noi abbiamo avuto modo di provare tre prodotti della linea classica: il Sale Rosso delle Hawaii, il Nero Cipro (Fiocchi di sale con Carbone) e Sale blu di Persia. Ci hanno colpito per le nuances definite, non sono semplici insaporitori ma vere spezie proveniente da tutto il mondo.

Sale blu di Persia. Di gusto molto salato, è un sale proveniente dalle miniere dell’Antica Persia,  è poco persistente ma lascia in bocca un gradevole sapore speziato.

Fiocchi di sale nero di Cipro. Un sale estratto dal mare di Cipro. Di sapore meno intenso del sale comune, è adatto per pesce bianco. Il tipico colore nero è dovuto all’aggiunta di carbone di cortecce di tiglio, betulla e salice.

Sale rosso delle Hawaii. Il sapore ricorda quello delle nocciole tostate; il colore è dovuto all’ argilla rossa di origine vulcanica, molto adatto su carni grigliate o arrostite.

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Oggi, come ieri, questa azienda ha messo nei proprio prodotti la voglia di esplorare tutti i sapori del mondo, dal mediterraneo all’estremo Oriente, dalle Americhe all’India. La ricerca estenuante del prodotto migliore e la passione per il nuovo non si è mai affievolita, e la piccola bottega è oggi un unico moderno stabilimento fra i colli del Mugello, a San Piero a Sieve.

Per maggiori informazioni:

http://www.drogheria.com

Siena e dintorni, uno sguardo disincantato alla campagna senese

Non ci sono abbastanza parole per descrivere una regione come la Toscana. La campagna senese, poi, è come un dipinto dalle pennellate forti e decise, dai colori caldi e avvolgenti.

 

Forchetta e Coltello vi suggerisce un itinerario da fare in auto o in moto. Tre giorni, da dedicare a una delle provincie più belle d’Italia.

 

La prima tappa va rigorosamente riservata a Siena. Dedicatevi un giorno di relax, lasciatevi affascinare da una città meravigliosa, il cui tempo sembra essersi fermato al XV secolo, lasciatevi affascinare dalle bellezze di un posto unico. Piazza del Campo, Torre dei Mangia, il Duomo, il Battistero, Santa Maria della Scala, vicoli e piazze sono da vedere tutte d’un fiato.

Ma la provincia non è da meno, regala emozioni forti. Merita una visita la zona del Chianti, e i paesi limitrofi.  70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. Tanti piccoli paesi che formano la strada del Vino, colline baciate da sole e vigneti a perdita d’occhio.  Questa è la zona di produzione originaria per il vino Chianti Classico, che per distinguersi dai vini Chianti nati in seguito e prodotti in zone diverse dal territorio del Chianti ha dovuto fregiarsi dell’appellativo “Classico”. Classico significa quindi come “il primo”, “l’originale”.

Il nostro viaggio prosegue alla ricerca dell’essenza di Toscana.

Pienza, La città simbolo del Rinascimento italiano accoglie il visitatore, come il semplice curioso, mostrando la sua magnificenza con la luminosa cattedrale dell’Assunta, il Palazzo Comunale e l’imponente palazzo Piccolomini, dalla cui loggia si ammira uno dei più affascinanti panorami della Val d’Orda.

Montepulciano, vino, terme e Rinascimento: ecco tre buoni motivi per fermarsi almeno un giorno in questa località. Per scoprire come nascono e con cosa si abbinano il pregiato Vino Nobile, uno tra i rossi toscani più noti, il Rosso DOC di Montepulciano e il Vin Santo di Montepulciano DOC si devono visitare le cantine della zona e nell’Enoteca del consorzio del Vino Nobile, allestita nel centrale palazzo del Capitano.

San Gimignano, è famosa in tutto il mondo per le sue torri che si ergono nel centro storico quasi a voler dominare la Val del’Elsa dalla piccola altura sulla quale è stato edificato borgo medievale. Oltre alle sue svettanti torri, San Gimignano conserva tra i suoi vicoli l’elegante duomo, le piccole botteghe artigiane, gli antichi mestieri  e il Museo Civico ricco di dipinti della scuola fiorentina e senese, e le Fonti pubbliche medievali, dove anticamente si attingeva l’acqua e si lavavano i panni.

 

A spasso per Loano, il paese dei colori

Forchetta e Coltello vi porta a spasso per le stradine di Loano, piccolo comune di poco più di 10 mila abitanti in provincia di Savona. Siamo ad un centinaio di chilometri dal confine francese in quella lingua di terra che è la Liguria, bagnata dal mare e baciata dal sole.

Loano è un piccolo paese colorato, di giorno a prevalere è il verde delle palme che costeggiano il lungomare, la sera invece, la cittadina si colora delle luci dei negozi o dell’artlight dei palazzi comunali. Una passeggiata a Loano merita almeno un viaggio, tra i viali di questo piccolo incantevole paese si rigenera l’animo e lo spirito.

Il nostro racconto prosegue con altre foto di una splendida Loano notturna

Per maggiori informazioni:

http://www.comuneloano.it

http://www.visitloano.it

A Nocera Umbra, sulle orme dell’Antico Monastero di San Biagio

Capita a volte di scoprire una birra quasi per caso, una cena in un ristorantino e il suggerimento di una birra artigianale. In verità, qualcosa la conoscevamo già, ma la possibilità di berla alla spina ci ha portato a degustarla e a scrivere di questa azienda umbra.

Forchetta e Coltello vi porta a 750 metri d’altitudine, nel verde Parco del Monte Subasio, a conoscere l’Antico Monastero di San Biagio, dove si produce birra artigianale, conserve, formaggi, olio d’oliva e salumi.

E qui, dove il tempo sembra essersi fermato, la passione per la birra e la meticolosità del Mastro Birraio, fanno dell’Accademia di San Biagio un luogo d’Eccellenza.

Proprio qui, già dal 1333, sembra che i monaci si riunissero in meditazione e, nel pieno rispetto del territorio, lavorassero in comunità ciò che la terra offriva loro. In questo luogo appartato pochi uomini hanno realizzato il sogno di molti: un’Accademia dedicata alla ricerca e selezione delle eccellenze dei sapori del territorio.

E dal Monastero di San Biagio, ancora oggi come una volta, prendono vita prodotti unici, frutto di antiche maestranze. Una di queste è la birra, artigianale, prodotta da Giovanni Rodolfi, Mastro Birraio umbro ma Monaco del terzo millenio, come ama definirsi. E’ stato proprio lui a dare impulso a una nuova tradizione, coniugando innovazione e tradizione con la stessa antica ricetta di secoli fa.

Il processo prevede un riscaldamento a 76 gradi, poi, l’ebollizione e l’estrazione dell’anidride carbonica e una nuova fermentazione in bottiglia, che dà un segno ben preciso alla birra. Il segreto, però, sta soprattutto nel sapiente bilanciamento e utilizzo degli aromi, ben prima dell’arrivo del luppolo, si usava aggiungere alloro, miele o altre erbe per aromatizzare la birra. Una tradizione, ripresa ancor’oggi nel segno della tradizione e che marca la birra San Biagio.

Quattro le birre in bottiglia: Monasta, di colore ambrato, con sentori di nocciola e caramello. La Ambar, una birra scura dal profumo e dalle note del caffè tostato. La Gaudens, chiara a prima vista, fermentata a bassissime temperature e quindi leggera con profumi di luppolo e malto. E infine, la Verbum, un’altra birra chiara con netti sentori fruttati.

Birra San Biagio

Nocera Umbra (Pg) Italy
+39 075 80 39 232

http://www.birrasanbiagio.com

Qual è l’arancina più buona di Palermo? A voi la scelta

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Qual è l’arancina più buona di Palermo? Nel giorno di Santa Lucia, stiliamo il nostro personalissimo podio in base a rigidi parametri: panatura, cottura del riso e ripieno.

18 bar sotto la lente di ingrandimento, 18 arancine ‘al burro’, 18 modi diversi di intendere uno dei capisaldi dello street food palermitano.

Con Cronache di Gusto, qualche giorno fa, abbiamo partecipato alla degustazione per eleggere la migliore arancina della città. Clicca per la classifica definitiva

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Noi abbiamo eletto tre bar che ci hanno particolarmente colpito:

 

Bar Bristol. Via Emerico Amari, 28
L’arancina si presenta con una buona panatura, con una crosta croccante e una bella doratura ambrata. Buono il ripieno di mozzarella con abbondante prosciutto. Prezzo: 1,70 euro

 

Oscar. Via Mariano Migliaccio, 39
Bar di riferimento per i palermitani, conosciuto ai più, come punto di riferimento per la pasticceria, da un po’ si è ritagliato uno spazio nel settore gastronomico. Quella degustata si presenta con una panatura di colore dorato scuro. Consistente e croccante la crosta e con una perfetta cottura del riso.Prezzo: 1,70 euro

 

Recupero. Via Malaspina, 96
Quella assaggiata ha una panatura brunita. Riso ben cotto con i chicchi separati. Mozzarella preponderante nel ripieno e un retrogusto molto intenso. Prezzo: 1,60 euro

E voi che ne pensate? Siete d’accordo? Avete una vostra preferenza? Scriveteci su Facebook e Twitter usando gli hashtag #arancinapalermo #tastearancina o commentando nell’area qui sotto.

Caltagirone, la cantina diventa luogo gourmet. Judeka inaugura un nuovo modo di fare vino

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Una storia diversa da tante altre, la storia di un gruppo di giovani imprenditori, tutti under 40, che ha deciso di investire in Italia mettendo insieme le proprie forze e le competenze necessarie per fare vino nel cuore della Docg Cerasuolo di Vittoria. Siamo a Caltagirone, in provincia di Catania, per conoscere la nuova cantina Judeka.

La squadra, capitanata dalla giovane produttrice Valentina Nicodemo, corona il sogno, dopo anni di duro lavoro, e inaugura la propria cantina a impatto zero. La filosofia segue le 5 E. E come, Ecosostenibilità: unica strada per lasciare una terra sana e un futuro ai figli. Equilibrio: difficile da ottenere tanto nei vini quanto nella vita. Economicità: l’efficienza si traduce in rapporto qualità-prezzo. Energia: rigorosamente pulita, solare e termica, ma proprio tutto a risparmio energetico, nel segno di un futuro ecosostenibile. Ed infine, E come Eleganza: il carattere mediterraneo espresso nella forma più gentile, un filo conduttore con il gusto.

Fare vino per la new generation significa anche mettere in rete tutto il territorio. Da qui l’idea di proporre la cantina come un laboratorio per valorizzare le risorse della Sicilia. Nasce così, la collaborazione con gli chef stellati, Francesco Patti e Domenico Colonnetta del ristorante Coria di Caltagirone, per lanciare un banqueting, dal titolo assolutamente accattivante Squiseating, sinonimo di qualità, eleganza e raffinatezza, nel segno della tradizione culinaria siciliana.

La cantina cambia veste, non solo un luogo dove fare vino ma un laboratorio gourmet. E noi di Forchetta e Coltello, presenti all’evento, vi racconteremo di questa piccola eccellenza siciliana che da oggi prende vita. Perché i vini Judeka, prima di essere ottimi vini, sono liberi da concimi chimici, liberi dagli erbicidi e liberi dai solfiti in eccesso.

A Modica, per conoscere la cioccolata in tazza Sabadì

Nel nostro girare su e giù per l’Italia oggi approdiamo nella patria del cioccolato, siamo a Modica, capitale barocca della Val di Noto nel cuore della provincia ragusana, e qui tra le cento chiese e le viuzze del paese, vi facciamo conoscere: Sabadì.

Se desiderate sperimentare il piacere sublime dei sensi, dovete provare il cioccolato Sabadì di Simone Sabaini, rimarrete inebriati dalla vera Essenza del cioccolato.

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Partiamo dalla lavorazione, è quella tradizionale a ‘freddo’ ma siamo sotto i canonici 45 gradi, la lavorazione infatti avviene tra 30-32 gradi, una temperatura necessaria per preservare aromi e proprietà delle materie prime evitando l’affioramento del burro di cacao. Un cioccolato incredibilmente persistente, lucido e compatto con quei meravigliosi cristalli di zucchero che si sciolgono al palato. Le materie prime utilizzate sono biologiche provengono da presidi Slow Food e da produttori di commercio Equo Solidale. Il cacao arriva dall’Ecuador, lo zucchero di canna dallo Sri Lanka, il mascobado dalle Filippine. Tutto questo ha fatto sì che il cioccolato Sabadì diventasse un piatto gourmet con abbinamenti ad hoc.

Produciamo un cioccolato “bastardo”, in cui non puoi barare.
Lo lavoriamo a freddo, in modo tradizionale, preservando aromi e proprietà delle materie prime.

Non c’è burro di cacao aggiunto, ma solo materie prime eccellenti: fave di cacao, zucchero di canna, scorze di agrumi disidratate a bassa temperatura o spezie aromatiche del sud-est asiatico.

Il primo contatto con questa azienda è stato un pomeriggio insolitamente freddo e umido, uno di quelli in cui pensi ci vorrebbe qualcosa di caldo per riscaldarti. Così quasi per caso scoprimmo: ‘la Cioccolata in tazza extra fondente classica’. Un modo diverso di intendere la cioccolata calda. Immagino, che vi starete chiedendo, in che senso diverso? Diverso, perché il cioccolato si scioglie lentamente nel latte caldo e si va mescolando con il cucchiaio di legno nel quale è inserito il blocco di cioccolato.

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Il cacao proviene dall’Ecuador, è un Nacional fino de aroma, estremamente aromatico  con spiccate note floreali e dai gusti ben definiti. A noi, sono piaciuti l’arancia rossa di Sicilia e il mandarino tardivo di Ciaculli. E poi, lo zucchero rigorosamente di canna.

Faremmo un torto a non citare gli altri gusti, tutti finemente ricercati per esaltare i sapori del cioccolato fuso. Il peperoncino dello Sri Lanka, il limone Interdonato, lo zucchero delle Filippine Mascobado e la cannella dello Sri Lanka. Sei gusti imprendibili, autentiche esperienze sensoriali.

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Torneremo a parlare di Sabadì, vi faremo conoscere il vero cioccolato nella sua espressione più pura. Intanto, secondo il principio slow living, vivi lentamente, vi consigliamo di approfittare di questa eccellenza tutta siciliana. Sedetevi nella vostra poltrona preferita, mettete un po’ di musica di sottofondo, fatevi accompagnare da un buon libro e degustate la cioccolata lentamente assaporandone il sapore unico e inconfondibile.

Se vi è piaciuto il nostro viaggio, e volete provare subito questa meraviglia vi suggeriamo due possibilità.

Se potete venite a Modica, fate un giro per il paese, entrate in ogni chiesa, alzate lo sguardo e lasciatevi incantare dal sole della Sicilia mentre assaggiate il cioccolato modicano…

Dove trovate il Sabadì

Oppure semplicemente, visitate il sito dell’azienda che ha messo a disposizione un’utilissima funzione Cerca, dove potrete individuare il punto vendita più vicino a voi e scegliere la selezione che più vi intriga.

Shop online

Sabadì

Via Resistenza Partigiana, 124 – 97015 Modica (Rg)

tel/fax: 0932/90663

info@sabadi.it

http://www.sabadi.it