A Palermo, i ‘Patruna’ cucinano per i turisti

Nasce a Palermo SicilyHomeFood, la nuova idea per promuovere il turismo “made in Sicily”.

Il nuovo progetto, ideato da un team di appassionati di cucina, arte e cultura siciliana, ha come scopo quello di far rivivere la Sicilia, attraverso la riscoperta di sapori tipici. Partendo dal suo capoluogo, Palermo, i “Patruna”, ovvero veri e propri padroni di casa, prepareranno diverse pietanze proprio all’interno delle loro abitazioni: palazzi nobiliari, case storiche o semplici dimore unite da uno stesso filo conduttore, l’amore per la propria città e per la cucina.

Le varie leccornie sono quelle tramandate di generazione in generazione con materie prime esclusivamente del territorio. Così, in ogni angolo della Sicilia sarà possibile trovare sulle tavole piatti tipici provenienti dalle diverse aree regionali.

Questa la mission di SicilyHomeFood per fare conoscere ed apprezzare nel mondo la cucina e la calda ospitalità del popolo siciliano, trasformando le tavole in un momento di scambio multiculturale. L’associazione ha anche un sito ufficiale, http://www.sicilyhomefood.com.

Gli associati, soprannominati “Patruna” (padroni di casa), previa accettazione da parte dell’Associazione, potranno così organizzare degli eventi culinari presso le loro abitazioni dando disponibilità per uno o più giorni a settimana; i piatti del menu verranno discussi con l’Associazione così come il numero minimo e massimo di viaggiatori che potranno partecipare e le date degli eventi. L’Associazione valuterà con cura non solo le capacità culinarie ma anche location, capacità relazionali e senso di ospitalità dei Patruna.

Per info:
e-mail: info@sicilyhomefood.com
web: http://www.sicilyhomefood.com

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A Marsala per degustare il Vecchio Samperi

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Arriviamo un giorno di fine gennaio, la nostra auto si perde tra le vie di Marsala. Sbagli una traversa e ti ritrovi in un angolo di Sicilia che non sembra essere quella che hai sempre conosciuto. Torni indietro, prendi una trazzera e giri tra vitigni autoctoni e strade di campagna che si perdono a vista d’occhio. In lontananza vediamo un’insegna, siamo vicini. Un vecchio casolare di campagna restaurato, una strada acciottolata e un cielo carico di colori ci dicono che siamo arrivati.

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Scendiamo, l’odore è impregnato di terra bagnata, ad accoglierci c’è Renato de Bartoli, figlio dello storico Marco, fondatore dell’Azienda, che siamo andati a visitare con alcuni colleghi giornalisti. Qui tra vecchie botti e una cantina sotterranea facciamo un giro per l’azienda. Ci appassioniamo alla storia di questa famiglia, all’azienda e al vino di Marco De Bartoli. Tutto sa di storia, di passione per il lavoro e amore per il vino. Poi, ci sediamo e inizia la nostra degustazione: un viaggio extrasensoriale per conoscere e amare qualcosa di più di un semplice vino.

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La curiosità è tutta per il Vecchio Samperi, di cui oggi vogliamo scrivervi, per esprimere attraverso le parole le sensazioni che abbiamo provato. Il nome, innanzitutto, è un omaggio al territorio che ci ospita, l’omonima contrada nell’entroterra marsalese, arida terra calcarea ricca di minerali, linfa vitale per i vigneti.

“Un vino ottenuto con l’antico metodo perpetuo che, attraverso una sequenza di passaggi di piccole percentuali di vino più giovane in fusti che contengono vini già invecchiati, permette di creare un’armoniosa mescolanza di annate diverse, dal gusto unico e inimitabile”.

 

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Vecchio Samperi è poesia per il palato. E’ la vera espressione del Marsala vergine, la stretta connessione con il territorio. Un vino rigorosamente invecchiato in botte, il profumo del tempo che scorre, ma soprattutto la dimostrazione in bicchiere del tempo inesorabile che passa come memoria storica non solo dell’azienda, ma di un pezzo di Sicilia. Al palato senti i profumi di legno, del cacao, del cioccolato, il profumo della cantina delle botti e del tempo trascorso.

Samperi è la memoria storica della cantina della famiglia De Bartoli, di un uomo che ha puntato sulla vera essenza del Marsala, in un concept tanto semplice quanto difficile da portare in un bicchiere:  l’idea che un vino possa esprimere con i cinque sensi l’essenza del territorio. E il Vecchio Samperi sembra proprio che esserci riuscito.

 

Per maggiori informazioni:

Samperi | Contrada Fornara Samperi, 292 – 91025 Marsala – Sicily, Italy

Tel. +39 0923/962093 – Fax +39 0923/962910 | info@marcodebartoli.com

Bukkuram | Contrada Bukkuram, 9 – 91017 Pantelleria – Sicily, Italy | Tel. +39 0923/918344 | info@marcodebartoli.com

 

A Firenze, per scoprire la Drogheria Alimentare 1880

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Quella che oggi vi faremo conoscere è un’azienda che ha fatto della passione per le spezie il proprio marchio indistinguibile. Ci troviamo a Firenze, in una vecchia bottega, dove tutto è partito più di un secolo fa, qui tra i vicoli della città toscana c’era una strada dedicata al commercio delle spezie: ed è qui in “Via degli Speziali” che ha mosso i primi passi  la Drogheria Alimentare. “Via degli Speziali” esiste ancora, e chi visita Firenze per la prima volta, dovrebbe fare una passeggiata nel vecchio cuore del centro storico.

Ed è proprio in questa via che, nel 1880, iniziò l’attività di “Drogheria e Alimentari”, con l’apertura della “Bottega delle Spezie”.

Noi abbiamo avuto modo di provare tre prodotti della linea classica: il Sale Rosso delle Hawaii, il Nero Cipro (Fiocchi di sale con Carbone) e Sale blu di Persia. Ci hanno colpito per le nuances definite, non sono semplici insaporitori ma vere spezie proveniente da tutto il mondo.

Sale blu di Persia. Di gusto molto salato, è un sale proveniente dalle miniere dell’Antica Persia,  è poco persistente ma lascia in bocca un gradevole sapore speziato.

Fiocchi di sale nero di Cipro. Un sale estratto dal mare di Cipro. Di sapore meno intenso del sale comune, è adatto per pesce bianco. Il tipico colore nero è dovuto all’aggiunta di carbone di cortecce di tiglio, betulla e salice.

Sale rosso delle Hawaii. Il sapore ricorda quello delle nocciole tostate; il colore è dovuto all’ argilla rossa di origine vulcanica, molto adatto su carni grigliate o arrostite.

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Oggi, come ieri, questa azienda ha messo nei proprio prodotti la voglia di esplorare tutti i sapori del mondo, dal mediterraneo all’estremo Oriente, dalle Americhe all’India. La ricerca estenuante del prodotto migliore e la passione per il nuovo non si è mai affievolita, e la piccola bottega è oggi un unico moderno stabilimento fra i colli del Mugello, a San Piero a Sieve.

Per maggiori informazioni:

http://www.drogheria.com

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Tra Marsala e Trapani per conoscere i vini di Fondo Antico

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Forchetta e Coltello oggi vi porta alla scoperta di una cantina particolare. Siamo nella statale 115 che collega Trapani con Marsala. Qui tra i fichidindia e oliveti nasce l’Azienda Fondo Antico. Ci troviamo a 200 metri sopra il livello del mare, con una buona presenza di sabbia e calcare. Una terra ricca di storia e cultura, un vitigno da sempre vocato al Marsala doc, ma capace di produrre ottimi Grillo. Questi vitigni in queste zone trovano i suoi territori più vocati. Il Grillo Parlante, poi, viene prodotto da questa azienda dal 2002, ed è un bianco molto fresco in bocca e varietale.

A guidare la cantina, l’enologo Lorenza Scianna, che recentemente ha vinto il premio come Miglior Enologo. Un riconoscimento meritato perché i suoi vini risultano autentici e immediati col timbro chiaro della qualità.

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In un rigido pomeriggio di gennaio, visitiamo la cantina, fuori il vento è tagliente, dentro in cantina scopriamo i vari passaggi che c’è dietro ogni bottiglia. Poi passiamo alla degustazione, in un vecchio casolare che sa tanto di Sicilia. Inizia un’interessante cavalcata trai vini dell’azienda espressione di un sapiente lavoro di cantina.

Proviamo Aprile, un nero d’avola rosato, il suo nome evoca la primavera e la voglia d’estate. In bocca è fresco, al naso rimanda alla ciliegia.

Passiamo a Memoria, il vino che per l’azienda ricorda il vino di un tempo. In realtà è un vino molto maturo.

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Ci colpisce il Coro di Fondo Antico, un vino molto particolare, sentiamo note di albicocca e agrumi, ma si sente un bouquet ben delineato con tutte le note aromatiche. Frutto di una maturazione ritardata, note che evocano il Passito. Un vino pieno e possente, con un retrogusto mandorleggiante.

Noi abbiamo studiato il suo abbinamento ideale, si sposa con un piatto della tradizione culinaria siciliana: le sarde a beccafico. Pensiamo che sia l’ideale unione a tavola.

FONDO ANTICO SRL SOCIETA’ AGRICOLA  –

FRAZIONE RILIEVO, VIA FIORAME N.54/A

91100 TRAPANI (TP) ITALIA

http://www.fondoantico.it

A Palermo, Corso di cultura e degustazione della Birra

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Si può imparare la cultura della birra? Sì, si può, è l’obiettivo che si pone l’associazione Homebrewers Siciliani che ha organizzato un corso di cultura e degustazione della birra. Noi vi invitiamo a partecipare.

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Cerca su Facebook: Homebrewers Siciliani

A Palermo, il 9 marzo a Villa Igiea arriva Sorsi dell’Etna

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Sorsi dell’Etna è la più grande degustazione dei vini vulcanici mai realizzata al di fuori del proprio territorio. L’appuntamento per la kermesse più importante sull’Etna è per il prossimo 9 marzo al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo.

Ecco i primi nomi delle aziende che hanno aderito alla manifestazione organizzata da Cronachedigusto.it. Tra le oltre venti cantine che hanno già dato l’adesione anche alcuni esordi, ovvero produttori che hanno scelto Sorsi dell’Etna per presentare in anteprima i propri vini al pubblico.

Calcagno
Ciro Biondi
Contrada Santo Spirito di Passopisciaro
Cottanera
Custodi delle Vigne dell’Etna
Destro
Duca di Salaparuta
Feudo Vagliasindi
Fischetti
Graci
Gulfi
Irene Badalà
I Vigneri
La Gelsomina
Nicosia
Passopisciaro
Pietradolce
Planeta
Tasca d’Almerita
Tenuta Mannino dei Plachi
Tenuta Monte Gorna
Tenuta di Fessina
Terre dell’Etna

 

per maggiori informazioni: http://www.cronachedigusto.it

A Cuneo, per conoscere la birra di Teo Musso

Scrivere in poche righe la storia di Teo Musso e della Baladin sarebbe semplicisitico e pretestuoso. Decidiamo di scrivere lo stesso di un personaggio che, a ragion veduta, la birra artigianale la fa ogni giorno e merita uno spazio importante nel movimento birraio italiano. Ai pochi che non lo conoscessero, invece, presentiamo un personaggio che tutti dovrebbero apprezzare per l’impegno e il sacrifico che mette in ogni boccale di birra.

L’azienda si chiama Baladin e si trova a Farigliano, provincia di Cuneo. Siamo in Piemonte e l’acqua arriva direttamente dalle Terme di Lurisia, prodotta utilizzando malto d’orzo, grano saraceno e spezie. Come lievito viene usato un ceppo da scotch whisky. Il suo proprietario si chiama Teo Musso, a lui il mondo birraio italiano deve tanto, riconoscendogli una sagacia che hanno in pochi.  L’arrivo nei ristoranti o la bottiglia da 75 cl sono scelte che hanno spianato la strada a un settore che faticava a ritagliarsi uno spazio.

“Alle prime imbottigliate, Super e Isaac, si sono via via affiancate molte altre proposte, che hanno conquistato un numero sempre crescente di consumatori, in Italia e all’estero. Grazie all’estro e alla costanza di Teo le birre artigianali sono arrivate sulle tavole dei grandi ristoranti, come nelle selezioni dei migliori pub e negozi. In questi anni non è mai mancata una continua e incessante ricerca sulle materie prime, sul metodo produttivo, per cercare di offrire sempre il meglio. Oggi le birre Baladin, curate con sempre maggiore maestria da Paolo “Palli” Fontana e del suo staff, sono prodotte con le migliori tecnologie che permettono di coniugare artigianalità e qualità. Oltre 30 varianti di gusto e formato in continua evoluzione e con sempre nuove idee di ricette da aggiungere. Le Speziate: Isaac, Wayan, Nora. Le Puro Malto: Super, Elixir, Leön. Le Luppolate: Super Bitter, Nazionale. Le Speciali: Mielika, Mama Kriek, Zucca, Nöel Vanille, YI-ER, Etrusca. Le Open: Open, Open Rolling Stone, Open Riserva, Open Noir. La Cantina – Riserva Teo Musso:   Xyauyù Oro, Xyauyù Barrel, Xyauyù Fumè, Lune, Terre. E le birre solo alla spina: Nelson, Niňa, Brune. E poi le birre fatte con gli amici homebrewer con l’iniziativa “Birraio per 1 giorno” e le tante chicche fatte per gli eventi speciali”.

Proprio per questo, capirete bene che scrivere in un solo articolo di una azienda così grande sarebbe impossibile, ecco perché cominciamo a studiare la vasta gamma dell’azienda partendo da dove tutto ha avuto inizio: la Isaac. Una birra speziata, molto aromatica, di colore albicocca, chiara e con una schiuma pannosa, prodotta con frumento crudo, speziata con coriandolo e scorza d’arancia. Freschissima al palato, d’ispirazione Blanche, ha un corpo leggero ed è molto beverina. Al naso ricorda sentori agrumati, in bocca si sente un aroma fruttato.

Noi l’abbiamo abbinata al pesce,  non è un accostamento insolito perché la sua freschezza e la chiarezza permettono un perfetto accouplage che la rende unica. In ogni caso, è l’ideale per un aperitivo o accompagnata a cibi freschi.

 

Il nostro viaggio termina qui, ma vi promettiamo che torneremo a scrivere della vasta gamma della linea Baladin per farvi conoscere pian piano tutte le eccellenze di questa grande piccola azienda.

Baladin
Località Prella, 60
Tel. 0173.778013
web: http://www.baladin.it