Forchetta e Coltello, come trovarci su tutti i Social

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Best In Sicily, vi raccontiamo 12 storie

Oggi la premiazione di Best in Sicily  2104 ai 12 protagonisti dell’eccellenza agroalimentare e dell’accoglienza. Forchetta e Coltello sarà presente all’evento e vi racconterà tutto sulla più grande kermesse che racconta la Sicilia.

 

Miglior produttore di vino 
Francesco Spadafora

I vigneti abbarbicati sulle colline dolci a cavallo tra le province di Palermo e Trapani sono di una bellezza struggente. Il paesaggio non è aspro, semmai luminoso. E la coltivazione dell’uva ha contribuito a ridisegnare l’orizzonte. In questo contesto nasce l’azienda vitivinicola di Francesco Spadafora. Origini antichissime con lo stemma nobiliare di famigiia. E un innato spirito imprenditoriale che ha contribuito a salvaguardare la campagna ed a creare ricchezza e occupazione nel territorio. Oggi l’azienda produce quasi 300 mila bottigiie dove spiccano davvero le tante varietà coltivate in questa zona molto vocata per la produzione di vino. Vitigni autoctoni e internazionali. Il Grillo come il Syrah. Tipologie tante, compreso lo spumante, ultimo arrivato. E ora anche qualche ammiccamento verso la naturalità del vino e l’intervento dell’uomo ridotto al lumicino. Francesco Spadafora è un vigneron. A 360 gradi.

Miglior produttore di olio
Natalia Ravidà

Natalia Ravidà la potremmo qualificare ambasciatrice dell’extravergine siciliano nel mondo anglosassone. Infatti lavorando a Londra si accorse che l’olio siciliano era praticamente sconosciuto. Così decise di dedicarsi a tempo pieno alla tenuta olearia di famiglia a Menfi curando oltre l’eccelsa qualità del suo olio anche la commercializzazione, destinata quasi esclusivamente all’estero per cui se avete difficoltà a trovarlo lo potete acquistare da Selfridge’s a Londra o da Isetan a Tokyo. Da qualche anno un moderno frantoio aziendale tratta con delicatezza le drupe per ricavare un extravergine molto apprezzato, miscela classica di Cerasuola, Biancolilla, Nocellara del Belice e poche altre minori, provenienti in buona parte da secolari esemplari di ulivi.

Miglior produttore di formaggio
Grazia Sandra Invidiata

Direttamente dai pascoli montani delle Madonie, da latte rigorosamente crudo delle sue vacche Brune che potete gustare nel distributore automatico a Collesano, Grazia Sandra Invidiata, in regime biologico, caseifica varie tipologie di formaggi, tutti squisiti e profumati. Dal Molle al Primosale, dalle Tumine alla Provola delle Madonie Presidio Slow Food, dalla Ricotta alla Tuma Iuta (andata) stagionata e specialmente al Canestrato dal lungo invecchiamento, questi non sono che una parte delle sue creazioni. L’ordine e l’igiene del caseificio costituiscono un valore aggiunto ad un’attività che si arricchisce di una fattoria didattica e di un agriturismo dove gustare le specialità aziendali.

Miglior macellaio
Rosario Pennisi

Saro Pennisi fa il macellaio da quando aveva otto anni, da quando cioè il padre lo mandò a bottega ad imparare un mestiere per salvarlo dalle difficoltà di una vita da pastore. La strada tutta in salita lo ha portato da ragazzo di bottega a proprietario di una delle macellerie più conosciute del versante nord dell’Etna. Da allora sono passati oltre sessant’anni e non c’è taglio di carne che abbia segreti per lui. Nella sua macelleria di Linguaglossa in provincia di Catania si spazia dal maialino dei Nebrodi alla Modicana, dai polli ruspanti alle preparazioni a base di tritato e foglie di limone, dagli involtini agli hamburger. E nei giorni giusti, è possibile trovare anche la gelatina fatta come si faceva una volta e la frittola. Ma la sua vera specialità è la salsiccia tagliata al ceppo preparata con cinque tipi di carne di maiale, perché sia saporita ma equilibrata, e insaccata in un budello fatto a mano da Saro, settimanalmente.

Migliore pasticceria
Dolce Incontro, Tortorici (Me)

A Tortorici, quasi sperduto paesino sui monti Nebrodi, Lidia Calà Scarcione, con studio, passione e dedizione, in maniera assolutamente artigianale, si è dedicata a creare nel suo bar-pasticceria dolci legati ai prodotti del territorio dove insiste una pregiata nocciola. E la nocciola diventa la base o l’arricchimento di molte sue specialità, che per la maggior parte prendono spunto dalla tradizione antica come la “pasta reale” tortoriciana che risale al 1600, fatta di sole nocciole, zucchero e acqua, i croccantini, le praline alle nocciole, i baciotti versione sublime del più famoso quasi omonimo industrale. Ma se proprio non volete assaggiare le nocciole, niente paura, ci sarà tanto altro anche per voi. Paradiso per golosi ed esigenti gourmet.

Migliore Bar 
Russo, Santa Venerina (Ct)

Dal 1880, il bar Russo è un luogo di ritrovo importante non solo per gli abitanti di Santa Venerina, ma anche per chi dalle cittadine limitrofe, come Giarre e Acireale e chi di passaggio, si ferma per poi raggiungere le vicine Catania o Taormina, vuole apprezzare le particolarità di questo posto. Oggi Maria Nevia, Anna e Salvatore rappresentano la quarta generazione di una tradizione di famiglia dedita da sempre a prodotti di qualità. Tra le varie leccornie, un ‘must’ per chi vi si reca, sono i cornetti nei diversi gusti, gianduia, miele, pistacchio e cotognata, o le granite, che variano in base alla stagione, da quelle alla mandorla sia al naturale che tostata, ai fichi d’india, alle classiche al cioccolato, al pistacchio e al caffè. Questo luogo è così una meta imperdibile per coloro che amano non solo fare una buona colazione, ma anche sedersi e scambiare due chiacchere in tranquillità e relax nell’accogliente saletta.

Migliore pizzeria
Da Vitaliano e Rosanna Fronterrè, Rosolini (Sr)

Un mestiere con venti anni di esperienza sulle spalle, una conoscenza profonda della materia prima che in questo caso è fatta solo di farina e acqua. Una ricerca continua sulle lievitazioni. Sta tutta qui la bravura di Vitaliano Fronterrè, titolare di due pizzerie a Rosolini, grosso centro agricolo della val di Noto, in provincia di Siracusa. Qui Vitaliano impasta e fa lievitare con tempi lunghi i panetti che poi diventano saporite pizze. Il bordo rugoso, l’alta digeribilita, e tanta passione. Locale senza fronzoli e una curiosità: il forno conico è a gas perche per lui è quello che meglio garantisce la cottura delle pizze. Una scelta che arriva dopo anni e anni di prove. E per le tipologie spazio a proposte classiche e a qualche idea fantasiosa. Ma per lui la pizza è soprattutto mozzarella e pomodoro. Quest’ultimo magari prodotto nelle campagne vicine che è buonissimo.

Migliore azienda conserviera
Balistreri Girolamo, Aspra, Bagheria (Pa)

Un piccolo pesce, l’acciuga, che diventa grande nelle abili mani di Girolamo e Michelangelo Balistreri. L’azienda nasce nel 1947 da una famiglia di pescatori che nel tempo hanno fatto di questo pesce azzurro, vanto del Mediterraneo, una vera prelibatezza. Acciughe salate, sott’olio, intere e a filetti, pescate tra maggio e giugno nel periodo migliore e curate con passione e competenza. Inoltre una piccola chicca: il Garum, quasi alla maniera degli antichi Romani, colatura naturale di acciughe, di cui vanno ghiotti i giapponesi. Michelangelo, animo di artista e di poeta popolare, cura anche uno splendido ed interessante Museo dedicato all’Acciuga, al mondo della pesca e della manifattura ad essa legato, che già da solo merita una visita.

Miglior fornaio
Tommaso Rizzo

È il pioniere del pane nero di Castelvetrano e considera il pane in generale un prodotto sacro, che merita rispetto. Tommaso Rizzo nel suo panificio di Castelvetrano usa solo farine derivate da grani scelti della zona, tra le quali spicca la rara e pregiata tumminia, tutti i prodotti sono a lievitazione naturale e la cottura avviene solitamente in appositi forni a legna alimentati esclusivamente con i rami della potatura dell’olivo. Tutta la sua vita è stata una sorta di crociata volta al recupero e alla valorizzazione del pane nero di Castelvetrano, vero fiore all’occhiello delle produzioni della sua zona. Una crociata che ha fatto sì che questo pane diventasse un presidio Slow Food conosciuto in tutta Italia. Il suo è un panificio di famiglia, nato nel lontano 1956 e da allora si è sempre distinto per la cura e la dedizione nella ricerca delle materie prime con un unico obiettivo: creare prodotti qualitativamente superiori ma legati alle tradizioni locali.

Miglior ristorante
Il Cappero del Therasia Resort Vulcano, Isole Lipari (Me)

Crescenzo Scotti, campano di Ischia e siciliano per scelta lavorativa, è l’executive chef del Therasia Resort di Vulcano. Ha trentasei anni e definisce la sua cucina “mediterranea, tradizionale con qualche rivisitazione”. Cura personalmente la scelta delle materie prime, gioca con destrezza con i menù di carne e di pesce ed è convinto che la cucina italiana sia la più ricca e varia al mondo. Da giovanissimo ha lavorato al fianco di chef stellati del calibro di Massimiliano Alajmo, che gli hanno permesso di maturare professionalmente. Un posto importante nella sua cucina hanno anche i dolci perché è convinto che un bravo chef debba, all’occorrenza, sapere essere anche pasticcere. Ama la letteratura gastronomica, la cucina molecolare abbinata alla tradizione ed è appassionato di motociclismo. Il suo motto è: non importa quante stelle hai. Per ottenere il meglio, l’importante è essere onesto e coscienzioso con se stessi prima e con i clienti poi.

Miglior albergo
Villa Carlotta, Ragusa

La posizione di questo albergo rappresenta già la sua particolarità. Il suo nome deriva dal fatto che sorge nel cuore dell’antico podere della Marchesa Carlotta Schininà, vicino Ragusa. Eleganza, sobrietà e comfort sono le qualità che lo contraddistinguono. Poche camere, 25 per l’esattezza, caratterizzate tutte da uno stile minimal e servizi di alta classe. Quest’hotel del patron Mauro Malandrino, rappresenta il luogo ideale non solo per chi vuole rilassarsi nel pieno rispetto della natura, circondati da 11 mila metri quadri di parco giardino, ma anche per chi vuol fare un’esperienza enogastronomica di livello nell’annesso ristorante stellato La Fenice di proprietà dello stesso Malandrino.

Miglior ambasciatore siciliano del gusto nel mondo
Giacomino Drago, Los Angeles (Usa)

Dall’età di undici anni in cucina nel piccolo centro di Galati Mamertino, oggi con la sua caponata conquista star di Hollywood e siciliani di ogni ceto trapiantati negli States, nostalgici dell’autentica cucina tradizionale. Il suo segreto? Conserve, formaggi, olio, vino e altre leccornie tutte made in Sicily che puntualmente raggiungono il cuore della California dove, da oltre vent’anni, gestisce, insieme a quattro degli otto fratelli, nove ristoranti. Insieme a loro è stato un precursore e sostenitore della “Italian food revolution” a Los Angeles, riuscendo a soppiantare l’ingannevole e stantia visione della cucina italiana fatta di spaghetti meatballs con i sapori tradizionali ed originali della sua Sicilia. Tra maccheroni freschi, pesce spada e pecorini stagionati, primeggia anche la passata di pomodoro “come una volta”, ricetta di casalinga e rara bontà all’estero, che porta oltreoceano i sapori e i profumi di una Sicilia senza tempo.

 

Palermo, oggi la premiazione del Best in Sicily 2014

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Ecco tutti i premiati Best in Sicily 2014, il premio ideato da cronachedigusto.it e rivolto all’eccellenza enogastronomica e dell’accoglienza e giunto alla settima edizione.

Miglior Ristorante
Il Cappero
Therasia Resort, Vulcano (Me)

Miglior produttore di olio
Natalia Ravidà
Menfi (Ag)

Miglior produttore di vino
Francesco Spadafora
Palermo

Miglior Bar 
Russo, Santa Venerina (Ct)

Miglior pasticceria
Dolce Incontro
Tortorici (Me)

Migliore ambasciatore siciliano del gusto nel mondo
Giacomino Drago
Il Pastaio, Los Angeles (Usa)

Miglior produttore di formaggio
Grazia Sandra Invidiata
Collesano (Pa)

Miglior Fornaio
Tommaso Rizzo
Castelvetrano (Tp)

Migliore pizzeria
Da Vitaliano e Rosanna Fronterré
Rosolini (Sr)

Miglior Macellaio
Rosario Pennisi
Linguaglossa (Ct)

Migliore azienda conserviera
Balistreri Girolamo
Aspra – Bagheria (Pa)

Migliore albergo
Villa Carlotta
Ragusa

La cerimonia di premiazione è prevista per le 17 presso l’NH Hotel di Palermo, al Foro Italico, e durante l’evento verrà comunicato il premio Miglior Comune per l’offerta enogastronomica nel territorio. Sarà possibile seguirla anche via social network, su Facebook e Twitter usando l’hashtag #BiSICILY2014.

A Rossano per conoscere l’oro nero della Calabria, la liquirizia Amarelli

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A Rossano, in provincia di Cosenza, c’è un’antica azienda che ha legato il proprio nome alla liquirizia: Amarelli . Una storia, quella di Amarelli, che parte dal lontano 1731 e che ha legato la Calabria alla liquirizia. L’azienda nacque per l’estrazione del succo di liquirizia con lo scopo di sopperire alle esigenze del mercato del XVIII secolo, quando l’utilizzo della liquirizia si era sviluppato in campo farmaceutico. Una storia di passione, impegno e cultura, ma anche di antica tradizione, e che prosegue oggi come ieri, con lo stesso spirito e la stessa voglia. Nell’antico palazzo fortificato edificato nel 1400 dalla famiglia Amarelli, ha sede da quasi tre secoli, la fabbrica ed oggi anche il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, inaugurato nel 2001 con lo scopo di far conoscere al visitatore l’oro nero della Calabria, gli antichi strumenti e le moderne lavorazioni, con un viaggio all’interno di un simbolo del made in Italy.

Amarelli ha saputo lasciare immutata la sua antica ricetta, tramandando i saperi delle nonne calabresi alle nuove generazioni, migliorando e perfezionando la lavorazione. Qui, nulla è lasciato all’artificiosità, l’aroma è lo stesso di due secoli fa, inconfondibile, persistente e piacevole al palato a testimonianza delle cose naturali.

La Liquirizia, unica protagonista, è nota ai più per la sua azione tonificante e antinfiammatoria, ha benefici effetti per l’apparato digerente e respiratorio, ma è qui che si lavora per preservare le sue proprietà antiossidanti. Confettini di liquirizia pura, liquirizia alla cioccolata, e poi la pasta, il sale, le conserve, e ancora la birra nera e bionda sempre alla base di liquirizia.

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Per la nostra prova abbiamo degustato il liquore di Liquirizia Amarelli. Un liquore che sintetizza la filosofia dell’azienda. Dal colore nero, dal gusto inconfondibile e dall’aroma persistente. Da servire freddo in bicchierino, sorseggiandolo a fine pasto.

 

 

AMARELLI FABBRICA DI LIQUIRIZIA
S.S. 106, Contrada Amarelli
87067 Rossano (CS)
Tel. +39 0983.511219
Fax +39 0983.510512

http://www.amarelli.it
amarelli@amarelli.it

http://www.museodellaliquirizia.it
info@museodellaliquirizia.it

 

Siena e dintorni, uno sguardo disincantato alla campagna senese

Non ci sono abbastanza parole per descrivere una regione come la Toscana. La campagna senese, poi, è come un dipinto dalle pennellate forti e decise, dai colori caldi e avvolgenti.

 

Forchetta e Coltello vi suggerisce un itinerario da fare in auto o in moto. Tre giorni, da dedicare a una delle provincie più belle d’Italia.

 

La prima tappa va rigorosamente riservata a Siena. Dedicatevi un giorno di relax, lasciatevi affascinare da una città meravigliosa, il cui tempo sembra essersi fermato al XV secolo, lasciatevi affascinare dalle bellezze di un posto unico. Piazza del Campo, Torre dei Mangia, il Duomo, il Battistero, Santa Maria della Scala, vicoli e piazze sono da vedere tutte d’un fiato.

Ma la provincia non è da meno, regala emozioni forti. Merita una visita la zona del Chianti, e i paesi limitrofi.  70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. Tanti piccoli paesi che formano la strada del Vino, colline baciate da sole e vigneti a perdita d’occhio.  Questa è la zona di produzione originaria per il vino Chianti Classico, che per distinguersi dai vini Chianti nati in seguito e prodotti in zone diverse dal territorio del Chianti ha dovuto fregiarsi dell’appellativo “Classico”. Classico significa quindi come “il primo”, “l’originale”.

Il nostro viaggio prosegue alla ricerca dell’essenza di Toscana.

Pienza, La città simbolo del Rinascimento italiano accoglie il visitatore, come il semplice curioso, mostrando la sua magnificenza con la luminosa cattedrale dell’Assunta, il Palazzo Comunale e l’imponente palazzo Piccolomini, dalla cui loggia si ammira uno dei più affascinanti panorami della Val d’Orda.

Montepulciano, vino, terme e Rinascimento: ecco tre buoni motivi per fermarsi almeno un giorno in questa località. Per scoprire come nascono e con cosa si abbinano il pregiato Vino Nobile, uno tra i rossi toscani più noti, il Rosso DOC di Montepulciano e il Vin Santo di Montepulciano DOC si devono visitare le cantine della zona e nell’Enoteca del consorzio del Vino Nobile, allestita nel centrale palazzo del Capitano.

San Gimignano, è famosa in tutto il mondo per le sue torri che si ergono nel centro storico quasi a voler dominare la Val del’Elsa dalla piccola altura sulla quale è stato edificato borgo medievale. Oltre alle sue svettanti torri, San Gimignano conserva tra i suoi vicoli l’elegante duomo, le piccole botteghe artigiane, gli antichi mestieri  e il Museo Civico ricco di dipinti della scuola fiorentina e senese, e le Fonti pubbliche medievali, dove anticamente si attingeva l’acqua e si lavavano i panni.

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Best in Sicily 2014, ecco tutti i vincitori

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Ecco tutti i premiati Best in Sicily 2014, il premio ideato da cronachedigusto.it e rivolto all’eccellenza enogastronomica e dell’accoglienza e giunto alla settima edizione.

Miglior Ristorante
Il Cappero
Therasia Resort, Vulcano (Me)

Miglior produttore di olio
Natalia Ravidà
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Miglior produttore di vino
Francesco Spadafora
Palermo

Miglior Bar 
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Miglior pasticceria
Dolce Incontro
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Migliore ambasciatore siciliano del gusto nel mondo
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Miglior produttore di formaggio
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Miglior Fornaio
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Castelvetrano (Tp)

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Miglior Macellaio
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Migliore azienda conserviera
Balistreri Girolamo
Aspra – Bagheria (Pa)

Migliore albergo
Villa Carlotta
Ragusa

La cerimonia di premiazione è prevista per le 17 del prossimo 27 gennaio presso l’NH Hotel di Palermo, al Foro Italico, e durante l’evento verrà comunicato il premio Miglior Comune per l’offerta enogastronomica nel territorio. Forchetta e Coltello sarà presente all’evento e vi racconterà tutti i retroscena della manifestazione

Forchetta e Coltello, ecco come trovarci in tutti i Social Network

Buona sabato a tutti voi…. Forchetta e Coltello oggi riposa, torniamo domani con un nuovo articolo.

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A Castiglione di Sicilia, per degustare i vini di Giuseppe Russo

Torniamo sull’Etna, e torniamo a scrivere con piacere di vini siciliani. Siamo nel versante orientale, nelle campagne di proprietà di Giuseppe Russo tra i comuni di Castiglione di Sicilia e la vicina Randazzo. Terreni scuri, panorama mozzafiato e clima estremo per vini autentici.

Giuseppe Russo è il proprietario dell’azienda, che eredita il nome dal padre Girolamo. Lo conosciamo un freddo pomeriggio autunnale, la nostra auto fa fatica a inerpicarsi tra i sentieri scoscesi di queste zone, ma stiamo per conoscere un uomo che ha dato il via a una rivoluzione nel mondo vignaiolo dell’Etna. E così, dopo un po’ arriviamo nel cuore dell’azienda: le vigne. Le giriamo, in compagnia di altri giornalisti, una passeggiata che da sola vale il viaggio, lo sguardo si perde all’orizzonte per la bellezza di una Sicilia autentica. Percepiamo sensazioni forti: di terra bagnata dall’acqua, i piedi affondano nel terreno, il vento è forte ma scendiamo più a valle per rubare qualche segreto in più mentre lui parla amabilmente dei suoi progetti e del lavoro in vigna.

Fino al 2003, Giuseppe non aveva mai pensato di dedicarsi alla viticultura. Laureato in lettere e diplomato in pianoforte, il suo futuro sembrava essere segnato dalla carriera universitaria, o in alternativa, alla docenza.

La prematura scomparsa del padre Girolamo, venuto a mancare mentre lavorava in vigna, ha cambiato le sue prospettive. Vendere tutto o decidere di iniziare una nuova avventura nel mondo del vino? Decise di raccogliere la sfida, trasformando le sue vigne in qualcosa di più di una semplice passione.

In dieci anni, e con il prezioso aiuto dell’enologo Emiliano Falsini, ha dato vita a piccoli capolavori enologici. E oggi, Russo imbottiglia rossi autoctoni, fortemente segnati dalla presenza dell’Etna.

Tornati su, abbiamo degustato i suoi vini, c’è passione e impegno in quello che fa. Ogni ora spesa in vigna, migliora il vino e lo rende unico. Abbiamo degustato il Doc Etna Rosso Feudo, il San Lorenzo e l’A’Rina. Poi, siamo passati ai bianchi. Doc Etna Nerina, un bianco di alto livello proveniente da Uve Carricante che ci è piaciuto e lo abbiamo subito sposato per la sua originalità.

Ma sono i rossi ad essere i protagonisti. Il San Lorenzo merita una menzione a parte, il Doc Etna rosso Feudo di Mezzo 2011, quest’anno ha vinto il premio come vino rosso a cinque stelle. Una bella gratificazione per chi ha reso i suoi vini pura melodia per il palato.

 

Azienda Girolamo Russo

Località Passopisciaro, Catania

Via Regina Margherita, 78

Tel.0942 983142

www.girolamorusso.it

A Riesi, tra verdi colline e vigneti autoctoni ospiti del Feudo Principi di Butera

Oggi vi portiamo a Riesi, nelle antiche terre del Feudo Deliella, una proprietà di 320 ettari di terra di cui oltre 180 vitati nelle campagne di Butera, in provincia di Caltanissetta, per conoscere il Feudo Principi di Butera, l’azienda siciliana di proprietà della famiglia Zonin.

In un baglio antico che sa tanto di Sicilia abbiamo conosciuto Francesco Zonin. Con lui abbiamo parlato di vino, dell’impegno dei Zonin nell’isola e dei  progetti futuri dell’azienda. 

 

 

Mentre chiacchieravamo abbiamo degustato i vini dell’azienda. Ci è piaciuto l’Insolia, un bianco carico di sentori fruttati e agrumati, dal colore giallo paglierino con riflessi chiari e luminosi.

Per saperne di più:

Feudo Principi di Butera

Contrada Deliella – 93011 Butera (CL)

tel. 0934-347726 | 0934 681590
fax. 0934-347851
info@feudobutera.it

http://www.feudobutera.it

A Bolzano, la città più mitteleuropea d’Italia

Non è un vero e proprio borgo nascosto, ma Bolzano merita una visita. Una città mitteleuropea nel cuore dell’Italia, crocevia di culture differenti e attenta alle tradizioni. L’Alto Adige è questo, e Bolzano, incarna perfettamente uno stile a metà tra la cultura italiana e quella tedesca.

Forchetta e Coltello oggi vi porta a spasso in un luogo meraviglioso, una città che ammalia per la sua bellezza. Palazzi in stile barocco. Facciate gotiche con i classici “Erker” tirolesi. L’architettura razionalista degli Anni Trenta e l’impronta della Seconda Guerra mondiale. E ancora, i Portici, simbolo dello shopping, il verde dei parchi, delle passeggiate in bici o a piedi. Le caffetterie, i luoghi all’aperto, i piccoli chioschetti di würstel. Lo strudel ed i canederli.

Ma Bolzano è anche la porta diretta alle Dolomiti, un luogo meraviglioso per chi ama la montagna. A Natale poi, Bolzano si veste a festa per ospitare i mercatini di natalizi,  le calde luci, i suoni e i colori tipici del più bel periodo dell’anno.

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Gli espositori del Christkindlmarkt propongono i prodotti della tradizione natalizia altoatesina. Le vie e le piazze del centro offrono l’opportunità di acquisti esclusivi e tipici di una città nel cuore culturale d’Europa.

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Un ponte fra due culture diverse tra il Nord  e il Sud europeo, tra modernità e innovazione, tra tradizione e distinzione.

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Tutto questo è Bolzano, uno spot per l’Italia che vuole ripartire, una cartolina che vale molto più di mille parole.

La Setteveli, la ricetta dello Chef Roberto Lombardo

La torta ai Setteveli è uno dei dolci che esprimono al meglio la pasticceria siciliana. Sette strati di puro godimento, un emozione di sapori e sensazioni uniche. Forchetta e Coltello ha voluto rendere omaggio ad uno dei dolci tipici grazie alla ricetta preparata dallo Chef, Roberto Lombardo, protagonista del corso organizzato dall’associazione ‘Cuoche ma buone’, presso la pizzeria Bufalaccia di via de Cosmi a Palermo. Una full immersion nel mondo del cioccolato e nelle sue varianti.

Ecco il video:

Al Duomo di Ragusa, tra Barocco siciliano e piatti gourmet

C’è un posto meraviglioso in Sicilia, dove il fiato si ferma e lo sguardo rimane incantato dalla magnificenza del Barocco siciliano. Questa è Ragusa Ibla, riscoperta negli ultimi anni grazie alle avventure del Commissario Montalbano, nato dalla fine penna di Camilleri.

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Una visita a Ragusa merita un viaggio in Sicilia, per scoprire ciò che l’isola può offrire al viaggiatore come al semplice curioso. Alle spalle del monumentale Duomo Barocco che sovrasta la piazza, abbiamo conosciuto Ciccio Sultano, chef e titolare dell’omonimo locale. Un luogo gourmet, due stelle Michelin, espressione della genialità di uno dei più bravi chef italiani.

Il tratto unico della cucina di Sultano è la Sicilia, la sua terra. Da qui tutto nasce e tutto evolve, in ogni piatto c’è l’essenza del territorio che si esprime in forma magniloquente, sempre in bilico tra il gioco di sperimentare nuovi piatti e l’illusione scenografica.

http://instagram.com/p/jFOy-DLOPD/

La cucina di Sultano è sospesa tra innovazione e tradizione, tra suggestioni e la riscoperta della genuinità nella sua essenza primordiale. A fare da padrona è sempre la materia prima, protagonista di ogni piatto, esaltata dalla genialità di un maestro.

La tavola si trasforma in una giostra di emozioni e sentimenti, dove ruotano storie più che ricette. Si diverte lui, che racconta passo dopo passo come nasce un piatto, e si diverte chi lo ascolta e degusta lentamente ogni piatto cercando di scoprire, con il palato e l’olfatto, l’ingrediente nascosto, in uno strano gioco dove si sperimenta con i cinque sensi. Il resto, lo fa la creatività in un simposio di note sensitive e di profumi unici.

Il nostro viaggio nel gusto, al momento, termina qui. Ci alziamo dalla tavola sapendo di aver sperimentato lo splendore della Sicilia in ogni singolo piatto in una rivisitazione mai banale ma sempre ricercata.

 

Ristorante Duomo

Via Capitano Bocchieri, 31
 97100 Ragusa – Località Ragusa Ibla

Tel. 0932 651265 – fax  0932 651265

http://www.ristoranteduomo.it

info@ristoranteduomo.it

chiusura: lunedì a pranzo e domenica

A Palermo, il 27 gennaio per il Best in Sicily

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È quasi tutto pronto per la settima edizione di Best in Sicily, il premio rivolto all’eccellenza dell’enogastronomia e dell’accoglienza siciliana. Il premio ideato dal giornale enogastronomico Cronache di Gusto.

L’appuntamento è per le 17 del 27 gennaio 2014 presso l’NH Hotel di Palermo, al Foro Italico. 13 categorie, dal miglior produttore di vino a quello di olio e a quello di formaggio e poi migliore ristorante, bar, pizzeria, pasticceria, albergo, azienda conserviera, miglior fornaio, miglior macellaio, miglior ambasciatore siciliano del gusto nel mondo e miglior comune per l’offerta enogastronomica sul territorio. Tredici grandi protagonisti che verranno celebrate nella splendida location dell’Nh Hotel . Forchetta e Coltello sarà presente e vi racconterà il meglio dell’eccellenza siciliana. Chiunque volesse partecipare può scrivere una email ad eventi@cronachedigusto.it indicando nome, cognome e indirizzo email. Solo una email di risposta darà conferma all’invito. La partecipazione è gratuita. I posti sono limitati.

 

 

Forchetta e Coltello, come trovarci sui Social Network

Buona domenica a tutti voi…. Forchetta e Coltello oggi si riposa, torniamo domani con un nuovo articolo.

Nel frattempo, se vi siete persi qualche pezzo potete leggerlo cliccando in una delle categorie a sinistra, o in alternativa, cliccando sul tasto Cerca in basso a sinistra.

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A Catania, per assaporare il lievito madre del Mastro Fornaio Mignemi

Forchetta e Coltello torna a Catania, per un nuovo itinerario goloso all’insegna dei prodotti derivati dal lievito madre e per fare questo abbiamo conosciuto il Mastro Fornaio Mignemi.

Gli ingredienti per fare un buon pane sono quelli di una volta: semola di grano duro, acqua, lievito madre e un pizzico di sale, tutto quello che basta per fare un pane profumato e delizioso al gusto, con un alveolatura perfetta alla vista e un profumo delizioso.

Tutti gli ingredienti, poi, sono rigorosamente di provenienza locale. Le fasi, sempre le stesse: impasto, formatura, lievitazione, modellatura, e infine, una lenta cottura.

Il fare laborioso ed organizzato, i movimenti fluidi ma determinati mettono in scena un’arte, quella “bianca”, che fa rivivere la tradizione di un tempo ogni giorno sulle nostre tavole.

La legna che brucia, il forno sempre caldo, la farina bianca, l’impasto montato, il lievito madre. Ma anche le levatacce diurne, la passione per un lavoro faticante, la determinazione per un mestiere antico e da tutelare sono gli ingredienti per chi ancor’oggi impiega il proprio tempo per fare il pane.

E’ stato un viaggio breve ma intenso quello che oggi vi abbiamo suggerito, un itinerario goloso alla scoperta di un’altra eccellenza tutta italiana. Assaggiare per credere

Mignemi Mastro Fornaio

viale Vittorio Veneto 140, 95131 Catania

Telef: 345 485 9299

https://www.facebook.com/pages/Mignemi-Mastro-Fornaio/253633981426699